E’ morto Giorgio Faletti

giorgiofalettiOggi a Torino, all’età di 63 anni, è morto Giorgio Faletti. Artista poliedrico: è stato uno scrittore, attore, cantante, paroliere, compositore, sceneggiatore, pittore, comico e pilota automobilistico italiano. Purtroppo soffriva di un brutto male e questa battaglia non è riuscito a vincerla. L’ultimo suo messaggio l’ha scritto su twitter ed è di ieri pomeriggio:

 

 

In campo musicale è celebre la sua canzone Signor Tenente cantata a Sanremo nel 1994.

 

In campo letterario Giorgio Faletti ha scritto sei romanzi, andiamo a vedere quali sono e la loro trama:

  1. Io uccido (2002): Un dee-jay di Radio Monte Carlo, durante una trasmissione notturna, riceve la telefonata delirante di un uomo che dice di essere un assassino. L’incidente è archiviato come uno scherzo di pessimo gusto, ma il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati morti e orrendamente mutilati sulla loro barca. A seguire le indagini è il commissario Hulot, affiancato dall’investigatore Frank Ottobre, ex agente dell’FBI.
  2. Niente di vero tranne gli occhi (2004): Che cosa unisce Jordan Marsalis, fratello del sindaco di New york ed ex tenente di polizia, e Maureen Martini, commmissario di polizia a Roma? Apparentemente nulla. Eppure, per strade e vicissitudini diverse, si troveranno uniti in un’indagine su un beffardo assassino che compone i corpi delle sue vittime come i personaggi dei Peanuts, dopo averle seviziate nei modi più efferati. La prima vittima è un pittore “maledetto”, figlio del sindaco di New York e nipote di Jordan, cui fanno seguito altri due omicidi misteriosamente collegati fra loro. Un susseguirsi di colpi di scena sullo sfondo della metropoli più metropoli del mondo, dove tutto è accaduto e dove tutto può accadere, dove in realtà non c’è niente di vero. Tranne gli occhi…
  3. Fuori da un evidente destino (2008): Il passato è il posto più difficile a cui tornare. Jim Mackenzie, pilota di elicotteri per metà indiano, lo impara a sue spese quando torna nella città ai margini della riserva Navajo dove ha trascorso l’adolescenza e da cui ha sempre desiderato fuggire. Jim si ritrova costretto a districarsi fra conti in sospeso e parole mai dette, uomini e donne che credeva di aver dimenticato e presenze che sperava cancellate dal tempo.
  4. Io sono Dio (2009): Un’onda assassina sta colpendo la città di New York. Cariche esplosive al napalm tirano giù i palazzi come fossero di cartapesta, seminando morte e distruzione. Il killer che si nasconde dietro questa devastazione sembra ineffabile più di uno spettro: non rivendica le proprie azioni, non lascia traccia, non si firma. Ma un giovane detective, aiutata da un fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare, sembra aver trovato una chiave per risolvere il rompicapo. E risalire all’origine del male.
  5. Appunti di un venditore di donne (2010): 1978: a Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all’ombra della Madonnina le bande di Vallanzasca e Turatello fanno salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la “Milano da bere” degli anni Ottanta, non conosce soste. Si moltiplicano i locali in cui la società opulenta, che nella bella stagione si trasferisce a Santa Margherita e Paraggi, trova il modo di sperperare la propria ricchezza. È proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine che fa i suoi affari un uomo enigmatico, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno “sgarbo”. Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l’amico Daytona. L’unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi. Fino alla comparsa di Carla che risveglierà in Bravo sensazioni che l’handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l’inizio di una nuova vita bensì di un incubo che lo trasformerà in un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un’organizzazione terroristica. Un noir fosco su uno dei momenti più drammatici del dopoguerra italiano, in una Milano che oscilla tra fermenti culturali e bassezze morali.
  6. Tre atti e due tempi (2011): “Io mi chiamo Silvano ma la provincia è sempre pronta a trovare un soprannome. E da Silvano a Silver la strada è breve”. Con la sua voce dimessa e magnetica, sottolineata da una nota sulfurea e intrisa di umorismo amaro, il protagonista ci porta dentro una storia che, lette le prime righe, non riusciamo piú ad abbandonare. Con “Tre atti e due tempi” Giorgio Faletti ci consegna un romanzo composto come una partitura musicale e teso come un thriller, che toglie il fiato con il susseguirsi dei colpi di scena mentre ad ogni pagina i personaggi acquistano umanità e verità. Un romanzo che stringe in unità fili diversi: la corruzione del calcio e della società, la mancanza di futuro per chi è giovane, la responsabilità individuale, la qualità dell’amore e dei sentimenti in ogni momento della vita, il conflitto tra genitori e figli. E intanto, davanti ai nostri occhi, si disegnano i tratti affaticati e sorridenti di un personaggio indimenticabile. Silver, l’antieroe in cui tutti ci riconosciamo e di cui tutti abbiamo bisogno.

Io personalmente non ho letto molto di Faletti, solo il suo ultimo libro “Tre atti e due tempi” e voglio ricordarlo proprio con una frase presente nel suo romanzo:

Doveva capitare prima o poi che ci incontrassimo qui. La fortuna ha voluto che fossimo soli. Lui mi guarda e ha la forza di non abbassare gli occhi. Io lo guardo e ho la debolezza di non distogliere i miei.

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