Recensione film: “Revenant – Redivivo”

revenant

Revenant – Redivivo è un film di Alejandro González Iñárritu ispirato all’omonimo romanzo Revenant, scritto da Michael Punke, che racconta la storia vera dell’esploratore Hugh Glass, nel film interpretato da Leonardo DiCaprio.

Trama

La storia è ambientata nel 1822 nel Mid-West degli Stati Uniti, il protagonista è  Hugh Glass ( Leonardo DiCaprio), cacciatore di pelli e guida di un gruppo di cacciatori nei territori impervi che brulicano di indiani ostili. Il suo compito è quello di riportare dopo 6 mesi di lavoro i compagni al forte. Nel suo viaggio lo accompagna anche suo figlio Hawk. Glass viene però attaccato da un orso e le ferite lo lasciano in una condizione prossima alla fine. Il capitano della compagnia lascia con lui due persone, tra cui il mercenario Fitzgerald (Tom Hardy), per dargli una sepoltura onorevole. Il compagno però lo tradirà orribilmente lasciandolo alla mercé della natura. La voglia di sopravvivere e quella di vendicarsi rimetteranno in piedi Glass, che si troverà a lottare nel suo viaggio di ritorno contro il dolore fisico e la rigidità dell’inverno inverno.

Opinione

Alejandro González Iñárritu è un regista che mi aveva conquistato lo scorso anno con Birdman e mi ha colpito positivamente anche con Revenant.

I boschi, la neve, i crepacci e le montagne  fanno da sfondo al dolore e all’angoscia di un Leonardo DiCaprio che regala una perfomance estrema, molto difficile nell’interpretazione visto che praticamente sono moltissime le scene mute. Iñárritu sottolinea il rapporto uomo-natura, l’istinto di sopravvivenza che porta Glass a combattere per sopravvivere in un luogo dove la vita trova la sua fine.

Il cuore narrativo è basilare, così come l’ambiente circostante. Merito del regista messicano è quello di riuscire a trasmettere la forza della natura e la sofferenza di Glass semplicemente tramite le inquadrature, senza troppe parole. Non c’è epica, filosofia o storia ma solo la solennità delle immagini a raccontare.

Questa scelta però limita in parte l’empatia con lo spettatore. I personaggi che ruotano intorno al protagonista hanno un ruolo marginale non venendo di fatto mai approfonditi. Vedere DiCaprio rotolarsi nella neve, sbavare, rotolarsi di nuovo nella neve e zoppicare per buona parte del film devo ammettere che è stato pesante. È però una scelta voluta da parte di Iñárritu, che vuole trasmettere la fatica fisica, il dolore, ma lo fa in maniera ridondante e questo a tratti può non piacere. Soprattutto considerando lo sviluppo monocorde del film che punta tutto sull’istinto di sopravvivenza del protagonista in attesa dello scontro con Fitzgerald. Che tuttavia si raggiungerà con un certo distacco.

Non ho apprezzato poi alcuni eccessi, come ad esempio la caduta di Glass insieme al suo cavallo da un burrone.

Revenant mi ha lasciato piacevolmente colpito, soprattutto per quanto riguarda le scelte di regia. D’altronde Iñárritu o lo si ama o lo si odia, non credo ci possano essere mezze misure. Io ammetto di avere un debole per la sua capacità di fare cinema attraverso immagini evocative.

Voi lo avete visto? Vi è piaciuto? Commentate e fatemelo sapere!

 

 

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