Recensione: “Doctor Sleep” di Stephen King

doctor sleepShining di Stephen King è un libro che mi ha catturato, l’ho recensito tra queste pagine proprio qualche mese fa. È un romanzo che inizialmente non mi ha entusiasmato, ma con il passare delle pagine è andato in crescendo. Subito dopo averlo finito, ho iniziato a leggere Doctor Sleep, il suo seguito.

In questo sequel ritorna Dan Torrance che è perseguitato dalle visioni provocate dallo shining, la luccicanza, il dono maledetto con il quale è nato, e dai fantasmi dell’Overlook Hotel. “Doc” ha vagabondato per decenni senza riuscire a trovare pace, ma adesso ha messo radici in una piccola città del New Hampshire, dove lavora in un ospizio. Qui, grazie allo shining, regala agli anziani pazienti il conforto finale, venendo così soprannominato “Dottor Sonno”.

Un nuovo incontro però sconvolge ancora la vita di Dan: quello con la piccola Abra Stone, il cui incredibile dono, una luccicanza abbagliante, riporta in vita i suoi demoni e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l’anima della ragazzina messa in pericolo da Rose Cilindro, il capo del Vero Nodo

Opinione

Che fine avrà fatto Dan Torrance? Credo che parecchi fan di Shining se lo siano chiesto e Stephen King ha dato loro una risposta (dopo qualche anno) con Doctor Sleep. Per un appassionato questo vale il prezzo del romanzo, ovviamente, ma per tutti gli altri?

L’opera è ben scritta e la lettura secondo me è meno pesante rispetto a Shining, grazie anche ad un linguaggio più “moderno”.  Ho trovato però Doctor Sleep un libro privo di quel carisma che aveva contraddistinto il suo predecessore. In Shining la storia aveva una forza primordiale, raccontando il lato oscuro e maligno celato in ogni uomo. Era brutale e andando avanti nelle pagine si ascendeva in un turbinio di emozioni sempre più forti.

In Doctor Sleep anche i personaggi mi hanno coinvolto meno e i colpi di scena, in alcuni casi, non mi sono sembrati tali. Ho avuto come l’impressione che la storia non esplodesse mai veramente.

redrum

Rose Cilindro è l’antagonista a capo del Vero Nodo, non vi spiego nel dettaglio chi siano queste persone e cosa facciano perché non voglio scrivere spoiler, vi basti sapere che sono i “cattivoni”. Purtroppo però Rose non si riesce mai ad imporre come un nemico credibile. Questa forse è la vera grande mancanza del romanzo, un carismatico antagonista che trasmetta forza e determinazione nel raggiungere il suo obiettivo.

Nel complesso rimane comunque un buon libro, si legge bene e la storia scorre senza intoppi, come d’altronde ci si aspetta da un maestro come King. Mancano però emozioni che facciano breccia nel cuore del lettore, scardinandolo e rimanendo per sempre dentro l’anima, come ha fatto Shining.

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