Recensione: “Stoner” di John Williams

stoner john williamsPubblicato per la prima volta nel 1965, poi quasi dimenticato, Stoner di John E. Williams è stato ripubblicato nel 2006 dalla «New York Review Books», suscitando un rinnovato interesse da parte della critica e dei lettori.

Stoner è il racconto della vita di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento: William Stoner, figlio di contadini, che si affranca quasi suo malgrado dal destino di massacrante lavoro nei campi che lo attende, coltiva la passione per gli studi letterari e diventa docente universitario. Si sposa, ha una figlia, affronta varie vicissitudini professionali e sentimentali, si ammala, muore. È un eroe della normalità che negli ingranaggi di una vita minima riesce ad attingere il senso del lavoro, dell’amore, della passione che dà forma a un’esistenza.

Un romanzo di un intensità straordinaria

Recensire un libro come Stoner non è facile. Mi sono trovato di fronte ad un romanzo dove dalle prime righe trapela l’intera storia di William Stoner. Una vita stagnante, desolata, fatta di una routine non certo emozionante. Eppure, anche con una trama così piatta, John Williams riesce a creare un libro profondo, emozionante e struggente. È riuscito nell’impresa di trasformare una vita ordinaria in un racconto di straordinaria intensità.

Mi ha colpito la qualità di scrittura dell’autore: semplice, chiara ed estremamente efficace nel trasmettere emozione. Mi sono rimasti incisi nella memoria due momenti in particolare della vita di William Stoner. Il primo è il terribile rapporto con la moglie, iniziato in luna di miele e concluso nella casa che condivideranno per tutta la vita. Il secondo è la narrazione della sua morte. Qui l’autore è stato davvero incredibile, narrando un evento inenarrabile con estrema delicatezza e chiarezza, mostrando come Stoner sia “svanito” dal mondo.

Questo è un libro che pone interrogativi con i quali l’uomo si confronta da secoli: perché viviamo? Qual’è il significato della vita? Cosa significa amare? Domande profonde, alle quali si rifletterà solo dopo essere arrivati all’ultima pagina.

Una trama già scritta fin dall’inizio. Una vita piatta e a tratti banale. Con questi presupposti, chi non ha mai letto questo libro, potrebbe pensare a un disastro letterario. Stoner è invece un romanzo incredibile che ha lasciato una traccia indelebile nel mio cuore.

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