Vikings Valhalla, la recensione sul sequel di Vikings

Dopo il successo di incredibile di Vikings, sarà riuscito questo sequel ad essere all’altezza?

Gli eventi di Vikings Valhalla ci vedono catapultati 100 anni dopo gli eventi che hanno visto Ragnar Lothbrok, Bjorn, Ivar, Ubbe e Hvitserk solcare i mari del nord e razziare le coste inglesi. Nel giorno di San Brizio il Re d’Inghilterra Etelredo compie un atroce massacro del popolo vichingo ormai integrato nella popolazione inglese. Un affronto che Re Canuto di Danimarca non è disposto ad accettare. In una Kattegat multirazziale Canuto il Grande (Bradley Freegard) raduna un grande esercito vichingo per vendicarsi dell’affronto subito. Tra loro c’è anche un piccolo gruppo di groenlandesi giunto sin li per motivazioni diverse. Leif Erikson (Sam Corlett), figlio di Erik il Rosso ha attraversato il mare con i suoi compagni per vendicare un affronto subito dalla sorella Freìdis (Frida Gustavsson).

La storia narrata si divide tra la vendetta vichinga in terra inglese e la situazione in Norvegia tra pagani e cristiani.

Una questione di fede

Il vero punto di rottura di questa serie è quello religioso: moltissimi vichinghi hanno ormai rinnegato gli dei antichi e le loro tradizioni per convertirsi al cristianesimo, cosa che però ha generato una scissione interna con chi tra loro non è disposto a cambiare fede e generato una faida interna che può essere fermata solo con il sangue.

Cosa mi è piaciuto

La serie Vikings mi aveva iniziato ad annoiare, dopo la terza stagione secondo me aveva perso smalto. Questo perché il format americano di serie con un successo del genere tende sempre ad allungare il contenuto. Questo poi si riflette su stagioni che diventano lente e non tengono incollate allo schermo.

Vikings Valhalla invece parte con “il botto”, azzerando o quasi i tempi morti e narrando le gesta dei protagonisti riuscendo a catturare l’attenzione in ogni momento con un ritmo incalzante. Un po’ sottotono rispetto a Vikings invece il carisma dei personaggi, non riusciremo a vedere l’impatto di un Ragnar, di un Bjorn, di una Lagertha o di Rollo. Va però detto che è solo la prima stagione e visto che è già in programma una seconda e una terza, bisogna dare tempo anche ai personaggi di entrare nel cuore dello spettatore.

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