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Silence, la recensione del film di Martin Scorsese

silenceSilence è un film di Martin Scorsese basato sul romanzo Shûsaku Endô, scritto nel 1966, racconta la storia di due missionari cattolici, Padre Rodrigues e Padre Garupe (Andrew Garfield e Adam Driver), che decidono di recarsi in Giappone quando si perdono le tracce del loro mentore Padre Ferreira (Liam Neeson), accusato inoltre di aver abiurato. Siamo nel 1600, all’inizio del periodo Tokugawa. Lo shogunato perseguita i cristiani, torturando e uccidendo preti e fedeli.

Quando i due missionari sbarcano in Giappone trovano piccoli gruppi di cristiani ormai abituati a pregare di nascosto nel cuore della notte. Le varie comunità non dialogano tra loro e non hanno più preti a celebrare i riti religiosi. Dio non si vede nei villaggi, è nascosto in piccoli crocifissi, in icone nascoste dietro i mobili, in minuscoli artefatti, ideali per non essere visti e contrabbandati nel paese.

L’inquisizione, feroce e sanguinaria, ha smesso di uccidere i cristiani. Ora usa la tortura come arma di ricatto per fare abiurare i due preti. L’abiura richiesta è una formalità: calpestare una mattonella con il volto di Cristo. Un gesto però che ha l’obiettivo di tagliare le radici ad un misticismo che potrebbe cambiare completamente la visione spirituale del popolo giapponese. Nell’ottica dell’inquisitore Inoue Masashige, infatti, il cristianesimo mette in serio pericolo lo shogunato e i suoi progetti per il Giappone.

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Recensione: “Misery” di Stephen King

misery stephen king

Misery è un romanzo scritto da Stephen King tra il settembre 1984 e l’ottobre 1986. Edito in Italia da Sperling & Kupfer, racconta la storia di Paul Sheldon, un affermato scrittore, che deve gran parte del suo successo alla serie di romanzi Misery. Dopo un brutto incidente automobilistico, si risveglia nel letto di Annie Wilkes, un ex infermiera e sua fan accanita. Le sue condizioni di salute sono precarie ma stabili, grazie all’intervento della donna che lo ha tirato fuori dai rottami della sua auto e gli ha steccato le gambe orribilmente spezzate. Paul avrebbe bisogno di un ospedale ma capisce in poco tempo che Annie è affetta da gravi turbe psichiche e non gli perdona l’aver eliminato la sua eroina Misery Chastain. Tra una sevizia e un sorriso amorevole, gli impone di resuscitarla in un nuovo romanzo. Vista la sua condizione, Paul non ha scelta, ed è costretto ad accettare la situazione. I due rimangono legati a doppio filo l’uno all’altra: Paul deve scrivere la storia per rimanere in vita, mentre Annie vuole tenere Paul in vita per leggere la sua opera.

Rogue One: A Star Wars Story, la recensione

star wars rogue oneUn anno fa, più o meno in questi stessi giorni, Star Wars: Il risveglio della forza faceva il suo debutto nelle sale cinematografiche, con l’ardua missione di rilanciare nel futuro una saga ferma da 30 anni. Anche se il risultato commerciale è stato da record, sbancando il botteghino, il film non ha fatto breccia fino in fondo nel cuore dei fan storici. Anche io, che ero andato a vederlo con molto “hype”, sono rimasto in parte insoddisfatto.

Per Rogue One: A Star Wars Story ho cambiato approccio: sono entrato in sala senza aspettarmi chissà cosa, ma comunque con molta curiosità di vedere questo spinoff targato Disney. Con mia enorme sorpresa mi sono trovato davanti ad un gran bel film.

Gareth Edwards fa centro

Rogue One  racconta di come l’Alleanza Ribelle è entrata in possesso dei piani della Morte Nera, la più potente arma di distruzione di massa creata dall’Impero. Questa missione, come tutti i fan sapranno, si rivelerà fondamentale per la storia di Star Wars. Una trama quindi abbastanza semplice quanto complicata da raccontare senza cadere nel banale. Gareth Edwards ci riesce benissimo, con una prima parte del film più narrativa, dove viene mostrato come la tirannia dell’Impero si estenda in tutta la Galassia e di come le forze ribelli che agiscono nell’ombra, cerchino di arginare questa politica del terrore. Faremo anche la conoscenza di Jyn Erso, la protagonista di questo film, una sopravvissuta che si ritrova catapultata in una missione più grande di lei, affiancata da un improbabile team formatosi durante il percorso.

Film da vedere a Natale

film nataleQuando ero bambino, una delle cose che adoravo di più delle vacanze di Natale erano quei pomeriggi invernali passati sotto la coperta vedendo qualche film natalizio. C’era di tutto, dai cartoni della Disney ai classici in bianco nero. Col tempo alcuni di questi film sono diventati dei veri e propri cult.

Oggettivamente, però, la qualità di alcuni non è alta a causa delle trame banali e una regia molte volte opinabile, per non parlare ovviamente delle scene scontate e smielate. Eppure la maggior parte di noi (compreso me) a questi film sul Natale perdona tutto o quasi.

Quando arriva il periodo del Natale non riesco a trattenermi e devo vedere alcuni di questi “classici” che oramai mi sono entrati nel cuore.

1. Mamma ho perso l’aereo

Intramontabile commedia degli anni 90′ che ha tenuto incollati migliaia di spettatori sul piccolo e grande schermo. La famiglia McCallister sta preparandosi ad una vacanza di Natale a Parigi. La mattina della partenza, però, nel trambusto il figlio più piccolo Kevin (Macaulay Culkin) viene lasciato a casa. I McCallister se ne accorgono solo una volta in volo, e appena arrivati a Parigi tenteranno di tornare subito a casa negli Stati Uniti, incontrando però più di una difficoltà. Nel frattempo Kevin dovrà preoccuparsi di difendere la casa da due ladri un po’ goffi che stanno svaligiando le case delle famiglie che sono partite.

Recensione: “L’impero dei segni” di Roland Barthes

l'impero dei segni roland barthesRoland Barthes è nato a Cherbourg nel 1915 e morto a Parigi nel 1980. È uno dei principali esponenti dello strutturalismo francese del 900′, sono tantissimi i saggi che ha scritto e pubblicato.

Oggi voglio parlarvi de “L’impero dei segni“. Scritto nel corso dei tre viaggi in Giappone dell’autore compiuti tra il 1966 e il 1968, il saggio raccoglie appunti di viaggio, riflessioni, sul paese della scrittura, il Giappone.

<< Perché il Giappone? >>, dice Barthes, << perché è il paese della scrittura: fra tutti i paesi conosciuti, è in Giappone che ho incontrato la pratica del segno più vicina alle mie condizioni e ai miei fantasmi, o se si preferisce, più lontana dai disgusti, irritazioni e rifiuti che suscita in me la semiografia occidentale >>.

Animali fantastici e dove trovarli: la recensione del film nell’universo di Harry Potter

animali fantasticiIl magizoologo Newt Scamander (Eddie Redmayne) arriva a New York dall’Inghilterra insieme ad una valigia piena di animali fantastici che ha raccolto e salvato nei suoi viaggi intorno al mondo. Immerso nella folla, Newt,  scambia il suo magico bagaglio con quello di Jacob Kowalski, un aspirante pasticcere di New York No-Mag (questo il nome americano che viene dato ai Babbani), il quale accidentalmente libera le creature per le vie della città. Questo metterà in seri guai Scamander, che verrà infatti accusato di aver violato lo statuto di segretezza. Questo però non è l’unico problema per Newt, infatti l’oscuro e malvagio Geller Grindewalt, è introvabile. Inoltre qualcosa di misterioso semina il caos in città, distruggendo palazzi e uccidendo persone. La tensione tra il mondo magico e quello dei no-mag è altissima e le due diverse realtà sono molto vicine ad entrare in una sanguinosa guerra.

Animali fantastici e dove trovarli è l’inizio di una nuova saga ambientata nel mondo di Harry Potter, è l’espansione di un libricino scritto nel 2001 per beneficienza da J.K. Rowling che aveva lo scopo di essere una guida alle creature magiche. Le pagine di questo libro, però, non contenevano una vera storia, quindi tutto quello che si vede nel film è materiale originale scritto dalla Rowling stessa per l’occasione. L’autrice inoltre è anche co-producer del film, cosa non accaduta per i precedenti Harry Potter.

La Voce del buio- Parte 5

Oltre a due corpi sfocati su una foto non avevo nulla. Poche informazioni e nessun testimone, dovevo assolutamente trovare Frank prima che lo facesse la polizia.

“Prima di andare ti vorrei chiedere una cortesia, potresti mandarmi la foto?”, non appena avevo finito di parlare, Helena si girò guardandomi un po’ sorpresa, non aspettandosi una simile richiesta.

“Non avrei problemi a riguardo, tu però dovrai farmi un favore”.

“Dimmi”

“Dovrai portarmi con te, voglio capire di più. In cambio documenterò ciò che vedremo, facendo delle foto che potrai allegare al tuo articolo”, fece una pausa , “sia chiaro però che dovrai pagarmele”.

Rimasi spiazzato per qualche secondo. Quella che mi era sembrata una ragazza fragile e turbata aveva invece un carattere forte, pronto a sfruttare l’occasione.