parte 3

La Voce del buio- Parte 3

Mi ero svegliato di soprassalto tirandomi su di scatto, il mio corpo era imperlato di sudore e sentivo il cuore battere così forte nel petto che mi sembrava di morire. Il mio fiato era corto. Ansimavo. Un sogno. L’incubo era tornato.

Sapevo di essere solo in casa, ormai da qualche mese Carlotta era andata via, avevamo avuto qualche problema. Volevo contattarla, ma sapevo che non mi avrebbe mai risposto. Ci eravamo staccati per un po’, una di quelle cose che nella tua mente sai già finirà male. Dovevo sentirla però, forse un messaggio era la cosa migliore, d’altronde era solo un sogno.

Il mio stomaco però voleva qualcosa da mangiare. Dovevo far colazione e finire di buttare giù quell’articolo che avevo iniziato la sera prima. Una tragedia in un pub della zona, una lite tra ragazzi a colpi di coltelli, uno era grave in ospedale. Il frigo era vuoto.

Fortunatamente c’erano ancora dei biscotti, ne avevo preso qualcuno e mi ero seduto davanti al mio portatile. Stavo ripensando a quanto successo in quel pub, ma non riuscivo a concentrarmi. Quell’incubo continuava a tornarmi in testa, possibile che dopo tutti quegli anni quei sogni stavano tornando? Solo una persona poteva aiutarmi. Cercai nella lista dei contatti, ma il suo numero non c’era, d’altronde era passato così tanto tempo. Decisi di cercarla su Facebook sperando di trovarla li. Navigai tra decine di profili ma non c’era assolutamente traccia di lei. Così iniziai a guardare nei cassetti della mia scrivania, nei foglietti che tenevo in una vecchia scatola, ma non avevo nulla. Ero ormai sconsolato e mi aggiravo per il mio studio, guardavo la libreria, osservando i titoli dei vari libri. Quasi per caso, vidi quella vecchia copertina logora tra tante altre, mi avvicinai e lo presi, era l’Endimione di John Keats. Nella prima pagina c’era una dedica: