poesia

Primo giorno di primavera, una poesia di Giosuè Carducci

primaveraOggi venerdì 20 marzo è il primo giorno di primavera, e non il 21 come quasi tutti sono abituati a pensare. Il giorno in cui avviene non è infatti fissato da un calendario, ma determinato da una conseguenza di un evento astronomico, l’equinozio. Con questo termine ci si riferisce all’istante in cui il Sole passa dall’emisfero australe a quello boreale. Pensate che la primavera astronomica comincerà a tornare il 21 marzo solo nel 2102! L’equinozio di primavera avviene realmente negli ultimi minuti di questa giornata, esattamente alle 22,45 italiane.

Tornando in tema letterario, per celebrare questo primo giorno di primavera, ho scelto una bellissima poesia di Giosuè Carducci.

Primavera Classica

Da i verdi umidi margini
La violetta odora,
Il mandorlo s’infiora,
Trillan gli augelli a vol.

Fresco ed azzurro l’aere
Sorride in tutti i seni:
Io chiedo a’ tuoi sereni
Occhi un piú caro sol.

Che importa a me de gli aliti
Di mammola non tócca?
Ne la tua dolce bocca
Freme un piú vivo fior.

Che importa a me del garrulo
Di fronde e augei concento?
Oh che divino accento
Ha su’ tuoi labbri amor!

Auliscan pur le rosee
Chiome de gli arboscelli:
L’onda de’ tuoi capelli,
Cara, disciogli tu.

M’asconda ella gl’inanimi
Fiori del giovin anno:
Essi ritorneranno.
Tu non ritorni piú.

Giosuè Carducci

Festa della donna, una poesia di Giacomo Leopardi

La festa della donna si celebra ogni 8 marzo per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo. La mimosa ė il simbolo di questa ricorrenza, e fu scelto dall’Unione Donne Italiane perché è un fiore poco costoso, ed è anche una delle poche piante ad essere fiorita agli inizi di marzo.

Ho scelto questa poesia di Giacomo Leopardi come augurio a tutte le donne.

Alla sua donna, Giacomo Leopardi

Cara beltà che amore
Lunge m’inspiri o nascondendo il viso,
Fuor se nel sonno il core
Ombra diva mi scuoti,
O ne’ campi ove splenda
Più vago il giorno e di natura il riso;
Forse tu l’innocente
Secol beasti che dall’oro ha nome,
Or leve intra la gente
Onima voli? o te la sorte avara
Ch’a noi, t’asconde, agli avvenir prepara?

La Befana, Giovanni Pascoli

befana_libroCon un po’ di dispiacere scrivo questo ultimo post dedicato alle feste natalizie. Questo è il periodo dell”anno che preferisco, sarà per le luci e gli addobbi, sarà per il clima (anche se del freddo nemmeno l’ombra), sarà l’albero o soprattutto sarà lo stare insieme alla propria famiglia. Infatti, vuoi per un motivo o per un altro, non ci si riesce mai a vedere durante la routine quotidiana. Ritmi frenetici e impegni lavorativi lo impediscono, le feste in questo vengono in soccorso e aiutano a stringersi nuovamente tutti intorno ad un tavolo per chiacchierare e mangiare, per stare insieme.

Dall’altro lato però scrivo anche con gioia. Il giorno della Befana per tutti i bambini (e direi anche per parecchi ragazzi e adulti) è il giorno della calza sotto l’albero, delle caramelle, dei dolci, della cioccolata… e anche di un pezzo di carbone (d’altronde chi durante l’anno non è stato almeno un tantinello cattivo?).

Siamo quindi ormai all’ultimo giorno di festa, d’altronde anche il detto popolare lo dice: L’Epifania tutte le feste le porta via”. L’importante è sempre aver vissuto bene e con serenità questi giorni!

Sperando che tutti voi troviate sotto l’albero qualche bel dono della Befana, vi auguro un buon giorno dell’Epifania con questa poesia di Giovanni Pascoli.

Poesie di Natale, Salvatore Quasimodo – Natale

il_presepeSiamo al secondo post dedicato alle poesie di Natale. Oggi ho scelto una poesia che a me piace molto di Salvatore Quasimodo, noto poeta italiano ed esponente di rilievo dell’ermetismo.

 

 

Salvatore Quasimodo, Natale
Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

Una poesia di Quasimodo per dare il benvenuto all’autunno 2014

Moon Bridge in the FallOggi, con l’equinozio, inizia l’autunno. A ricordarmelo stamattina appena ho acceso il computer è stato Google con un  doodle animato dove le chiome degli alberi neri si colorano dei toni dell’autunno al passaggio di un simpatico personaggio e poi d’improvviso cadono tutte a terra. Finisce quindi la stagione estiva, le ore di luce calano progressivamente e quindi la durata del giorno diventa minore rispetto a quella della notte. Fin dall’antichità l’equinozio ha sempre rappresentato un momento speciale dove la luce e le tenebre erano in perfetto equilibrio. Rappresentava un passaggio, un tempo per la meditazione. Per molte culture era quindi una giornata di celebrazione da dedicare alle proprie divinità.

Per questo equinozio ho scelto a mio parere una bellissima poesia di Salvatore Quasimodo.

Una poesia di Pablo Neruda per l’arrivo dell’estate

solstizioIl 21 giugno è iniziata la “bella stagione”, con l’avvento dell’estate infatti le giornate saranno più lunghe e calde, stare all’aperto sarà un piacere per tutti. Quindi cosa c’è di meglio che leggere un buon libro in un bel parco o in riva al mare?

Ho deciso di augurare a tutti una buona estate con una poesia di Pablo Neruda, Premio Nobel per la letteratura nel 1971.

25 aprile, 69 anni fa la liberazione d’Italia

liberazione-dItalia-586x518E’ giusto ricordare, è giusto celebrare per non dimenticare ciò che è successo. Molte delle persone che hanno vissuto la seconda guerra mondiale non sono più tra noi, bisogna quindi rammentare sempre cosa è accaduto, cosa è stato fatto per non ripetere quegli errori che hanno portato ad un conflitto così grande e brutale. Non  ho voluto dare un taglio politico a questo blog perché non mi interessa incentrare dibattiti su questo, qui si parla di letteratura, di scrittura. Sono però profondamente convinto che un diritto inviolabile dell’essere umano sia la libertà e questa certamente non poteva essere espressa sotto un governo totalitario, dove il cittadino non aveva la minima possibilità di scelta. Il 25 aprile 1945, esattamente 69 anni fa,  gli alleati liberarono Milano e Torino, entro il 1 maggio poi tutta l’Italia settentrionale fu liberata, ma per convenzione fu scelto il 25 come data simbolica della liberazione d’Italia.