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Primo Levi, le sue frasi pi√Ļ belle per non dimenticare

Primo-LeviL’11 aprile 1987 moriva a Torino Primo Levi, uno delle voci pi√Ļ importanti del Novecento. Ci ha raccontato gli orrori dell’Olocausto nel suo grande capolavoro¬†“Se questo √® un uomo”. ¬†Questa opera √® nata per il bisogno di narrare a tutti gli orrori del lager nazista, il libro fu pubblicato nel 1947 e inizialmente non ebbe un grande attenzione in Italia, con la ristampa del ’56 per√≤ divenne un successo mondiale.

Un breve estratto di un intervista di Primo Levi

Un brevissimo estratto video dove Primo Levi parla delle sofferenze patite nel lager.

Se questo è un uomo

La memoria, come ha scritto Primo Levi, √® importante¬†non solo affinch√© ci√≤ che √® stato non si ripeta, ma anche e soprattutto perch√© l’impossibilit√† della rassegnazione all’orrore e alla sua realt√† continui a restare¬†custodita¬†nel tempo di chi sopravvive.

Voglio chiudere questo mio ricordo a questo grande uomo con una sua citazione che mi colpisce sempre nel profondo quando la leggo.

“A molti, individui o popoli, pu√≤ accadere di ritenere, pi√Ļ o meno consapevolmente, che ¬ęogni straniero √® nemico¬Ľ. Per lo pi√Ļ questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.¬†Esso √® il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finch√© la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo.”

Giornata della memoria, per non dimenticare l’Olocausto

KZ Auschwitz, EinfahrtLa giornata della memoria √® una ricorrenza internazionale che si celebra il 27 gennaio per commemorare le vittime dell’olocausto. Oggi √® il settantesimo “anniversario” e gi√† da una settimana le varie emittenti televisive mandano in onda documentari e film per non dimenticare le vittime della Shoah. √ą stato scelto il 27 gennaio perch√© in questo giorno, settanta anni fa, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa hanno abbattuto i cancelli di Auschwitz.

“Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo √® un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un s√¨ o per un no‚Ķ”